Saperne di più sul vino bianco pugliese

La prima premessa da fare è che il vino è il frutto di tutta una storia vinicola dell’uomo che va avanti da oltre 2500 anni. Questo tipo di bevanda sicuramente alcolica ha accompagnato lo sviluppo economico di continenti come l’Europa, l’America, e l’Oceania ottimi consumatori di vino a differenza dell’Africa e dell’Asia in cui c’è solo una minima cultura vinicola sia per motivi di clima che di religione.

Il vino bianco pugliese si ottiene dalla fermentazione alcolica del mosto di uva a bacca bianca, tanto che durante la vinificazione viene sottoposto ad alcuni trattamenti che fanno rimanere inalterato il colore generalmente giallo trasparente.
La varietà dei vini dipende dalla diversità dei vitigni dal modo di vinificazione e dalla quantità di zucchero presente nel vino. Il vino bianco è stato reso famoso da scrittori poeti e pittori in quanto utilizzato come bevanda da aperitivi da pasto da dessert o come bevanda da usare per rinfrescarsi a tavola.

Viene usato anche in cucina per la preparazione di alcune pietanze, e tende a rendere tenera la carne. Gli effetti benefici sul nostro organismo del vino bianco sono minori rispetto a quelli del nero che contiene più polifenoli.
Il vino bianco dovrebbe essere secco in quanto è un vino privo di zuccheri infatti il tasso è inferiore a 4 g a litro. E’ un vino difficile perché si basa solo su due aspetti l’acidità e l’alcol.
Prima degli anni 50 la vinificazione europea tradizionale dei vini bianchi aveva luogo in piccoli recipienti dove la temperatura non era abbastanza alta e quindi non iniziava il processo di fermentazione.

Per i vini bianchi dolci invece la fermentazione viene bloccata in maniera prematura per impedire che lo zucchero esistente nell’uva diventi alcol. A tal proposito ci sono diverse tecniche per la concentrazione dello zucchero la prima è l’appassimento sulla pianta ossia la cosi detta vendemmia tardiva che consiste nel far maturare al sole l’uva che una volta maturata lo zucchero non si accumula ma evapora in modo che la resa diminuisce ma alza il tasso di zucchero.
Poi esiste la torsione del raspo ossia si impedisce alla linfa di raggiungere il grappolo e quindi appassisce prima poi c’è l’incisione anulare del tralcio che si attua togliendo un anello di corteccia del tralcio sotto al grappoli in modo che la linfa vitale si concentra nell’uva mentre la linfa grezza alimenta il tralcio.
Comunque rimane il fatto che i vini bianchi pugliesi godono della nomea di essere secchi e dolci amabili fruttati e con un buon tasso alcolico.
Non scordiamo il Bombino bianco, il Fiano, la Falanghina la Malvasia Bianca, il Salice Salentino bianco il Castel del Monte il Locorotondo che vengono esportati in tutto il mondo e sono sinonimo di gusto e aroma.